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In collaborazione con
l’Associazione Proprietari che fornisce il timbro di conformità ai nostri contratti.

Spesso mi capita di affittare appartamenti che necessitano molto più di qualche miglioria, ma sui quali il proprietario in quel momento non vuole o non può spendere. A volte, in questi casi, l’inquilino si offre di eseguire interventi importanti quale il rifacimento di un bagno, la sostituzione della caldaia o l’installazione dei condizionatori, la sostituzione degli infissi, l’abbattimento di un muro, tanto per citare quelli richiesti più di frequente e, a fronte di un canone ridotto, le parti si accordano e si procede coi lavori. L’aspetto positivo è che anche l’inquilino può usufruire delle detrazioni spettanti solitamente al proprietario.

Bonus ristrutturazioni e bonus arredi

Se ad esempio l’inquilino ristruttura un bagno, può usufruire dell'agevolazione Irpef al 50% su una spesa massima di 96.000 euro.
Come si richiede il bonus? Quando si compila la denuncia dei redditi, oppure immediatamente, all'atto del pagamento, con la cessione del credito o lo sconto in fattura (bisogna informarsi con l’impresa che esegue i lavori prima di commissionarli, perché non tutte lo praticano).
Al bonus ristrutturazioni si può accoppiare anche quello per arredi ed elettrodomestici, che permette di detrarre il 50% di max 16.000 euro. 

Siete in affitto e avete un giardino da sistemare? C’è il bonus verde

Se la casa che avete in locazione ha un giardino, potete chiedere il cosiddetto "bonus verde", che consente di acquistare impianti di irrigazione, piantare nuove piante o effettuare potature importanti, e sistemare tutto ciò che è presente in giardino, come pozzi e recinzioni detraendo dall’IRPEF il 36% sui costi sostenuti, fino a un massimo di 5.000 Euro. In questo caso non sono consentiti nè sconto in fattura, nè cessione del credito, così come per il bonus arredi.

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Sono in affitto, ho diritto al bonus facciate e al superbonus 110%?

L'inquilino ha diritto anche di detrarre al 90% gli interventi di restauro e pulitura delle facciate, di manutenzione ordinaria dei balconi, di cornici, fregi, ornamenti, sia su immobili di tipo abitativo che non, di qualunque categoria. Attenzione, però, perché alcuni interventi hanno detrazioni illimitate, e altri no.
Inoltre, è possibile per il conduttore anche godere del superbonus 110%, relativo ai lavori di efficientamento energetico o a interventi antisismici. Anche in questi casi si può decidere per cessione del credito, sconto in fattura o detrazione.

Superbonus 110%: interventi trainanti e cumulabilità con altre agevolazioni

L'inquilino può richiedere anche le detrazioni ordinarie, cioè le detrazioni IRPEF (se persona fisica) o IRES (se persona giuridica) che oscillano dal 50 al 75% in base alla tipologia di interventi e che hanno a che fare con l’efficientamento energetico, la messa in sicurezza o altri comuni interventi edili sull’immobile preso in locazione. Cioè, se l'inquilino si fa carico del rifacimento di un bagno, può aggiungere al bonus fiscale ordinario anche quello per esempio di efficientamento dell'impianto di riscaldamento, oltre che dei nuovi arredi che dovrà acquistare.
Il bonus si concretizza con un abbassamento delle imposte dovute, ripartibili in 10 anni, o anche, come abbiamo già visto, sotto forma di cessione del credito o di sconto in fattura.
 

Modalità di pagamento richieste

Il bonifico parlante o detrazioni fiscali è il metodo di pagamento richiesto dall’autorità finanziaria per poter accedere alle detrazioni e agli sgravi fiscali sui lavori di ristrutturazione di riqualificazione energetica quali il bonus mobili al 50%, il Sismabonus all’85%, l’ecobonus  e il superbonus al 110%, il bonus verde al 36%, ma anche sull’acquisto di materiali, componenti, interventi per l’isolamento termico, l’installazione di pannelli solari e caldaie di ultima generazione come quelle a condensazione, di articoli di domotica per la gestione dei consumi, di condizionatori in alta classe energetica.
Si tratta di un tipo particolare di bonifico che deve necessariamente contenere i dati che identificano univocamente l’ordinante (chi commissiona i lavori e paga), la causale del bonifico e il beneficiario (chi riceve il pagamento), per cui deve contenere:
- numero e data di fattura oggetto di pagamento;
- il tipo di lavori eseguiti col richiamo agli articoli di legge di riferimento nella causale, ed è questo forse l’aspetto a cui bisogna fare più attenzione;
- il codice fiscale o la partita iva del beneficiario che ha venduto il prodotto o eseguito i lavori;
in modo che gli enti pubblici e l’agenzia delle entrate possano risalire facilmente alle operazioni compiute, e deve essere compilato in modo preciso e dettagliato perché si rischia di non vedersi riconosciuti gli sgravi se compilato in modo errato o incompleto.

Come effettuare il bonifico parlante

Il bonifico detrazioni fiscali si può compilare online o allo sportello di banche e poste compilando una modulistica preimpostata, e può essere compilato non solo dal proprietario dell’immobile su cui vengono richieste le detrazioni, ma anche dall’inquilino, dal comodatario, dal condominio, dal professionista o dall’azienda.
 

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