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Limite pagamento in contanti: Legge di Stabilità 2014

Negli ultimi anni la legge ha più volte ritoccato il limite per il pagamento in contanti, dimostrando in questo modo un piglio poco deciso circa la linea da tenere su evasione e antiriciclaggio. La Legge di Stabilità 2014 prevedeva che il limite dell’uso del contante fosse di Euro 999,99. Inoltre il pagamento dell’affitto in contanti, di qualunque importo, non poteva essere effettuato se non con mezzi di pagamento tracciabili:

- bonifico
- assegno
- bancomat
- carte (ovviamente queste ultime più facilmente utilizzate verso locatori che non fossero persone fisiche, ma società).

Inoltre, si stabiliva che non si potevano effettuare pagamenti in contanti frazionati per la stessa operazione, per sfuggire alla nuova normativa antievasione e antiriciclaggio.

La norma, che arrivò a dicembre 2013 e diventava operativa da gennaio 2014, creò alla gente non poche difficoltà di carattere esecutivo. Per questo motivo fu corretta. La modifica consentì quindi il  pagamento dei canoni di locazione sotto i 1.000 euro in contanti, ma con ricevuta di pagamento affitto. Le nuove  regole valevano per:

1) contratto libero
2) affitti abitativi e delle pertinenze locate insieme all’immobile principale
3) contratto transitorio
4) contratto a canone concordato.

Non ha importanza infatti la tipologia di contratto, ma che l’immobile oggetto di locazione sia di tipo residenziale e non a uso commerciale.

Pagamento affitto in contanti: Legge di Stabilità 2016

La Legge di Stabilità 2016, mantenendo le regole stabilite in precedenza, ha portato il pagamento affitto in contanti da 999,99 Euro fino a 2.999,99.

Limite pagamento contanti: le sanzioni per chi viola il limite

Coloro che superano le soglie minime stabilite sono puniti con sanzioni piuttosto pesanti:
- dall’1% al 40% per pagamenti da Euro 3.000 a 50.000;
- dal 5% al 40% per somme superiori a 50.000 Euro.

Affitto in contanti: diritti e doveri di locatore e locatario

La normativa è ulteriormente cambiata col Decreto Milleproroghe di febbraio 2022. La disciplina ha nuovamente variato il limite di pagamento in contanti, riducendolo da  2.999,99 Euro a 1.999,99,  ma sostanzialmente con le stesse regole indicate fin qui.

Stando così le cose, la ricevuta di pagamento per i pagamenti in contanti dei contratti concordati, liberi e transitori, è divenuta obbligatoria e conditio sine qua non anche per consentire a locatore e inquilini di ottenere le eventuali detrazioni sulla locazione. Sulla ricevuta pagamento affitto vanno riportati una serie di riferimenti importanti relativi al versamento:

1) data
2) importo
3) mensilità versata
4) immobile
5) locatore

È inoltre necessario apporre una marca da bollo da 2 Euro, se l’affitto è superiore a 77,47 Euro.

Per le locazioni commerciali, invece, l’obbligo di tracciabilità non è stato introdotto, perché esistono comunque i registri contabili delle attività a tenere traccia dei pagamenti effettuati e ricevuti. Il regolare versamento del canone è una delle poche regole contratto di locazione davvero essenziale da rispettare quando si stipula un contratto.

Pagamento affitto: come funziona per gli arretrati e mancati pagamenti

Ma cosa succede in caso di mancato pagamento dell’affitto da parte dell’inquilino per un breve periodo, magari di difficoltà momentanea? Si possono pagare gli arretrati in contanti, se il totale degli affitti dovuti  supera i 1.999,99 Euro?

La legge ha stabilito che se ci sono canoni arretrati il pagamento affitto può avvenire in contanti anche se si supera tale soglia. Il locatore, però, deve produrre una ricevuta per ogni affitto arretrato che riceve, compilandola come sopra indicato.

Se invece il totale degli affitti dovuti non supera il limite di 1.999,99 euro, in quanto è ad esempio di 600 euro mensili, si possono versare 1.800 euro in contanti. È comunque sempre necessaria la presenza della quietanza.

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