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Creato il 31 Ottobre 2021
Modificato il 10 Settembre 2024

Con il blocco dell'economia dovuto al lockdown, si è resa necessaria l'introduzione di una nuova pratica telematica, che prima del 2020 si espletava solo presentandosi di persona allo sportello delle Entrate, che è la riduzione del canone di locazione.

La riduzione del canone

Con la pandemia, molti locatori hanno deciso di andare incontro ai propri inquilini in difficoltà col pagamento dell’affitto decidendo di abbassare chi in modo temporaneo, chi definitivo, il canone di locazione pattuito contrattualmente. Affinchè, pertanto, il locatore paghi le imposte sui redditi da locazione sulle somme effettivamente percepite, e gli inquilini detraggano effettivamente solo i canoni versati, si è resa necessaria una comunicazione all’Agenzia delle Entrate.
Tale comunicazione, riferendoci in questo caso alla riduzione del canone, si effettua con modello RLI telematico utilizzando l’RLI web o consegnandolo a mano, allo sportello dell’ufficio presso cui il contratto è stato registrato, senza versamento di imposte (articolo 19 del decreto legge n. 133/2014, nelle risorse).

Si puo’ aumentare il canone di locazione?

Tuttavia, se dopo la registrazione dell’accordo che prevede la riduzione del canone per l’intera durata contrattuale vi fosse un ripensamento e il canone venisse riportato al valore inizialmente pattuito, prima della fine della locazione, il nuovo atto è soggetto a tassazione.
L’accordo di rinegoziazione del canone in aumento, nel caso in cui dia luogo a un’ulteriore liquidazione dell’imposta per il contratto di locazione già registrato, va comunicato all’Agenzia entro 20 giorni. Le imposte di registro, di bollo ed eventuali interessi e sanzioni vengono automaticamente calcolati dal software dell’Agenzia delle Entrate, e possono essere versati con richiesta di addebito diretto sul conto corrente del dichiarante, contestualmente alla presentazione del modello RLI, allegando l’apposito modello per l’addebito degli importi direttamente sul c/c.

A chi rivolgersi per richiederla?

Se non sei sicuro di come vanno compilati i vari moduli richiesti dall'AdE, ti consentiamo di risparmiare il tempo che impiegheresti a leggerti gli ormai mille documenti necessari per capire come si fa sbrigando la pratica per te a soli € 25,00 IVA inclusa. Clicca su NUOVA PRATICA e richiedi la riduzione di canone fornendo poche semplici indicazioni necessarie per l’espletamento della pratica, che ti verrà recapitata entro 48 ore nella tua area riservata.

Il modello RLI: come compilarlo

Il modello RLI è composto di cinque quadri distinti. Il richiedente deve riportare all’inizio di ogni pagina del documento il proprio codice fiscale sia nel caso di persone fisiche, sia in quello di società o enti. Ecco come vanno compilati:
Quadro A (Dati generali) Compilare i dati relativi al contratto di locazione. In questo quadro verranno infatti richiesti la tipologia del contratto e la sua durata.
In caso di rinegoziazione del canone:
• nella casella "importo del canone" va indicato l’importo del canone di locazione annuo precedente alla rinegoziazione o, in caso di contratti di durata inferiore a un anno, l’importo relativo all’intera durata;
• al contrario, in quella "canone rinegoziato", va riportato l’importo del nuovo canone di locazione annuo o, in caso di contratti di durata inferiore a un anno, l’importo relativo all’intera durata.
In caso di comproprietà, si riporta il canone per intero, indipendentemente dalla quota di possesso.
Nella sezione II è opportuno indicare la data di inizio e la data di fine del canone rinegoziato, nonché gli estremi del contratto a cui la rinegoziazione si riferisce.
Nella sezione III dovranno essere indicati la tipologia di richiedente (se persona fisica o giuridica), i dati del richiedente.
Nel caso di persona giuridica, dovranno essere riportati anche i dati del rappresentante legale se società.
Quadro B (Soggetti) Vanno inserite le generalità di locatore nella sezione I e conduttore nella sezione II: codice fiscale, cognome, nome, data e comune di nascita.
Quadro C (Dati degli immobili) Vanno indicati i dati relativi all’immobile oggetto di locazione e relative pertinenze: quali la tipologia, la sua ubicazione, il codice del comune in cui si trova, la categoria e la rendita catastale, gli estremi catastali quali il foglio, la particella e il subalterno.
Quadro D (opzione/revoca cedolare secca) da compilare solo per immobili abitativi, indicando il numero degli immobili, dei proprietari, la percentuale di possesso, l’opzione/revoca della cedolare secca semplicemente barrando la casella “Sì” o “No”.
Quadro E (Locazione con canoni differenti per una o più annualità), in cui possono essere indicati i diversi canoni di locazione pattuiti nel contratto per le successive annualità.

Trovate il modello RLI nella sezione "risorse gratuite" del sito. 
 

Aggiornamenti 2025 alla compilazione modello RLI rinegoziazione del canone

Abbiamo già detto che quando il canone di affitto viene rinegoziato, questo va comunicato all'Agenzia delle Entrate usando il modello RLI. Il processo varia leggermente a seconda che tu stia pagando l'imposta annuale o registrando la rinegoziazione stessa.

Se stai pagando l'imposta di registro per un'annualità successiva (quindi usi il codice 1 per "annualità successiva"), e il canone è stato rinegoziato, devi calcolare l'importo da inserire nel campo "Importo del canone" in un modo specifico.
Vanno sommati:
- La parte di canone originale per i mesi in cui era in vigore;
- La parte di canone rinegoziato per i mesi in cui è stato modificato.

Esempio: Immagina un contratto di affitto che va dal 01/01/2025 al 31/12/2028. Il canone iniziale era di € 6.000 all'anno (€ 500 al mese). C'è stata una rinegoziazione dal 01/05/2025 al 31/03/2026 che ha portato il canone a € 12.000 all'anno (€ 1.000 al mese). Se devi pagare l'imposta per l'anno 2026, l'importo da indicare sarà la somma del canone rinegoziato per i primi tre mesi (gennaio-marzo) e del canone originale per i restanti nove mesi (aprile-dicembre): () + () = Dovrai inserire € 7.500 nel campo "Importo del canone"

Comunicare la rinegoziazione del canone

Per comunicare la rinegoziazione in sé, devi usare il codice 8 nel campo "Adempimenti successivi". Dovrai compilare diverse sezioni del modello:

Quadro A (Dati generali):
- Tipologia di contratto
- Durata
- Importo del canone: qui dovrai indicare il nuovo importo del canone annuale (o per l'intera durata se è inferiore a un anno). Se ci sono più comproprietari, inserisci l'importo totale del canone, non solo la quota di uno di essi;
- Eventualmente, compili le caselle "Pagamento intera durata" (se per periodo inferiore a un anno), "Casi particolari" ed "Esenzioni".

Sezione I e II:
- Tipo di regime: Devi specificare se il contratto ha un regime di tassazione ordinario o a cedolare secca. Questo campo va compilato con lo stesso regime che avevi indicato al momento della prima registrazione.
- Data inizio rinegoziazione: Indica la data in cui il nuovo canone diventa effettivo. Attenzione: se questa data è di oltre un anno precedente alla tua comunicazione, dovrai recarti di persona all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate dove hai registrato il contratto.
- Data fine canone rinegoziato: Specifica la data in cui termina il nuovo canone. Se non ha una data di fine, indica la data di scadenza del contratto stesso.
- Corrispettivo/canone rinegoziato: Inserisci il nuovo importo del canone rinegoziato.

Cosa non dimenticare

In caso di aumento del canone, va allegata una copia dell'atto di rinegoziazione al modello RLI.
Se un contratto ha un canone che varia di anno in anno, va usato il Quadro E per specificare gli importi delle varie annualità. In caso di rinegoziazione, questo quadro serve solo se avevi già indicato il codice 3 nei "Casi particolari".

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info@canoneconcordatonline.it

Daniela Baldini, agente immobiliare a Bologna.