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l’Associazione Proprietari che fornisce il timbro di conformità ai nostri contratti.

L’estate appena trascorsa è stata densa di novità per le locazioni bolognesi. È infatti stato firmato il nuovo Accordo Territoriale per il calcolo degli affitti a canone concordato entrato in vigore il 1° agosto. Inoltre è stato emesso il nuovo bando per i contributi sulle locazioni da parte del Comune.
Il Nuovo Accordo Territoriale è stato firmato il 20/07/2022 ed è entrato in vigore dal 01/08/2022, valido per tutta Bologna e provincia. Con questo nuovo documento sono state introdotte alcune novità negli elementi e nelle modalità di calcolo del canone affitto concordato. Procedure che non potevano non tenere conto degli attuali cambiamenti energetici in atto e delle mutate esigenze abitative dovute alla pandemia.

Affitti a canone concordato: tutte le novità

Innanzitutto, il Comune di Bologna ha modificato i confini delle proprie zone omogenee definite di Pregio, A e B. Pertanto gli immobili che prima ricadevano in determinate aree adesso potrebbero ricadere in altre. Se dovete stipulare un nuovo contratto affitto concordato, fate attenzione a questo dettaglio perché crea differenze di valori non da poco rispetto al vecchio Accordo.

In precedenza, la correttezza della metratura usata per il calcolo del vostro contratto di affitto a canone concordato, era motivo di numerosi accertamenti con sanzioni da parte dell’ufficio IMU. Per eliminare alla fonte qualunque futura contestazione del Comune è stata prevista un’altra significativa variazione. È quindi diventato obbligatorio utilizzare la metratura dichiarata nella visura catastale degli immobili locati.

Certo, può sembrare una seccatura doversi procurare la visura, ma attualmente tutto sta diventando a portata di tutti con un semplice click. Se ne avete bisogno, potete richiederla anche all’interno di questo sito, costa poco ed è sempre valida.

Inoltre è stata prevista una doverosa distinzione tra immobili caratterizzati da elementi di minore e maggiore fruibilità o risparmio energetico più alto rispetto ad altri. Si è quindi deciso di “premiare” gli immobili dotati di giardini e terrazze di ampia metratura, che consentono lo svolgersi di attività ludiche esterne, o dotati d'impianti di nuova generazione ad alto risparmio energetico quali i pannelli solari o fotovoltaici.

Canone affitto concordato: perché tornare ai contratti agevolati

Lo scopo è infatti quello di adeguare i canoni di affitto a canone concordato a un mercato delle locazioni in crescita, ma da mantenere calmierato per non mettere in difficoltà gli inquilini. Attualmente, però, questo traguardo non pare sia stato realizzato, per quanto riguarda i canoni. Essendo la forbice tra contratto a canone concordato e libero molto ampia, tali aggiornamenti non sembrano sortire l’effetto voluto. Infatti, a ben vedere, se non in pochi casi, la differenza rispetto al vecchio accordo è per lo più insignificante. Il risultato è che in pochi, al momento, stanno decidendo di stipulare contratti concordati, ma temo che sarà l’aumento dei costi delle spese di casa e del gas a convincere i proprietari di casa a tornare ai contratti agevolati per evitare le morosità.

Un'ulteriore novità coinvolge anche chi è abituato a stipulare il contratto di affitto concordato solo su porzioni d'immobile. Si è passati alla standardizzazione dell’indicazione di come deve essere eseguito il calcolo per l’affitto di singole stanze. In questo modo viene lasciato sempre meno spazio alla creatività individuale per il calcolo delle metrature da utilizzare.

Affitto concordato e il Patto contro ogni forma di discriminazione

Sottolineo a parte che in questo nuovo accordo per l’affitto canone concordato il Comune e le associazioni hanno cercato di fare in modo che ogni umana diversità venisse tutelata e protetta da tutti i tipi di discriminazione: religiosa, razziale e sessuale. Oggi esiste una clausola apposita, da inserire nel nuovo modello contrattuale, che attesta che il canone concordato affitto è concluso senza ledere i diritti di alcuno.

Successivamente tale clausola è stata resa facoltativa, e a mio modesto parere poteva benissimo anche essere del tutto eliminata. Infatti, per giungere alla firma di un contratto, di solito, significa che le parti si sono viste, parlate e hanno già fatto i conti con le proprie idee, impressioni e pregiudizi ben prima di arrivare a quel punto. In altre parole, è comprensibile che un proprietario affitti casa se l’inquilino gli piace, e che non lo faccia se qualcosa non lo convince e che tale clausola sia del tutto superflua, per quanto idealmente giusta.

Contributo affitto del Comune di Bologna: il bando

Se vivete in affitto nel Comune di Bologna, dal 15 settembre al 21 ottobre potete fare domanda per avere il contributo affitto 2022. È previsto a copertura di tre mensilità del canone, fino alla concorrenza di € 1.500.

Affitto a canone concordato: i soggetti beneficiari del contributo

Che requisiti bisogna avere affinché la domanda risulti valida e si possa ottenere tale riduzione canone di locazione? Solo un Isee inferiore a € 17.154, oppure inferiore a € 35.000, ma in questo caso solo se avete avuto una perdita del reddito soggetto a Irpef superiore al 25% tra il 2021 e il 2022.

La residenza non è requisito essenziale. Pertanto il contributo potrà essere richiesto anche dagli studenti. Nemmeno la tipologia di contratto di locazione, per cui potete inoltrare la domanda sia che abbiate un canone libero che un contratto di affitto concordato, è un requisito obbligatorio.

Come si presentano le domande?
- Utilizzando il modulo sul sito del Comune e inviandolo attraverso SPID;
- Recandovi personalmente agli sportelli dei CAF convenzionati. Potete rivolgervi ad esempio al SUNIA, ACLI, UNIAT, CISL, SICET e altri che trovate indicati sul sito del Comune;
- Se avete 65 anni o di più, recandovi allo sportello ubicato in Piazza Liber Paradisus 9 su appuntamento, chiamando il 051 0435090.

I primi in graduatoria sono coloro per i quali la propria spesa locativa ha il peso più alto rispetto all’ISEE presentato. Le domande sono soddisfatte fino a esaurimento della disponibilità finanziaria comunale.

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